12 novembre 2015

Anche in Europa si mangiavano gli insetti: il caso del maggiolino

Maggiolini nei nostri piatti: una storia dimenticata

Il maggiolino è uno scarabeo abbastanza grosso che compare d'estate intorno all'imbrunire (di solito a maggio, mese da cui infatti prende il nome). È facile vederlo volare goffamente nei prati e nei giardini e ha la brutta abitudine di andare a impigliarsi nei vostri capelli.



Pochi sanno che questo insetto dall'aspetto innocuo e simpatico era in passato un vero e proprio flagello per gli agricoltori. La larva del maggiolino si nutre infatti di radici ed è particolarmente dannosa per le coltivazioni e gli orti.
Oggi la diffusione dei pesticidi ha ridotto di molto il numero dei maggiolini, ma in passato dovevano essere tantissimi: secondo Wikipedia, in una foresta di 18km² si potevano trovare fino a 20 milioni di maggiolini!



Altra prova dei terribili danni che poteva causare questo insetto ci viene dal libro "Catalogo dei coleopteri della Lombardia" di Giovanni Battista Villa:



Tuttavia, quello che davvero in pochi sanno è che in Europa era diffusa l'abitudine di mangiare i maggiolini, sia allo stadio di larva che nel suo stadio adulto. D'altronde, avranno pensato a quei tempi, perché limitarsi a uccidere queste creature infestanti quando ci si può anche sfamare la famiglia?

I tuoi avi mangiavano maggiolini

Di seguito riporto una serie di fonti che dimostrano la presenza del maggiolino nella cucina europea.

W. Westermann, nel 1821, riporta che i maggiolini e altri scarabei venivano mangiati dagli abitanti di diverse zone montagnose dell'Europa, citando in particolare varie province dell'Italia, la Moldavia e la Valacchia.

Nel 1884, il già citato Giovanni Battista Villa ci racconta, come se fosse una cosa assolutamente normale, che i "villanelli" della Lombardia erano soliti catturare i maggiolini per succhiarne le interiora:

Sì, quel villanello del nonno di tuo nonno si mangiava i maggiolini.

Decisamente dotato di umorismo è Vincent Holt, l'autore di Why Not Eat Insects?, che nel 1885 scrisse a proposito dei maggiolini:
"Dobbiamo combattere questo nemico con le unghie e con i denti perché, in entrambi i suoi stadi, costituisce uno dei più delicati bocconi in cucina... Ribadisco di nuovo la mia esperienza personale. Provateli come ho fatto io, sono deliziosi. I maggiolini non solo sono comuni, ma hanno anche la giusta dimensione e rotondità, mentre le loro larve, quando sono completamente cresciute, sono grasse e misurano almeno due pollici di lunghezza... Che dono del cielo per una casalinga scoprire una nuova portata con cui spezzare la monotonia della tavola! ...Ecco, allora, mia lady che brami piatti nuovi e delicati da servire ai tuoi ospiti, cosa c'è di meglio di un piatto di maggiolini al curry, o se preferisci un nome più misterioso, di 'Larvae Melolonthae à la Grugru'?" 

Sempre nel 1885, P. Simmonds raccontava questo fatto:
"Qualche anno fa, al Café Custoza di Parigi, venne organizzato un grande banchetto allo scopo di testare la larva del maggiolino. L'insetto, pare, era stato per prima cosa immerso nell'aceto per purgarlo della terra e dai residui che aveva ingerito in natura; poi era stato passato in una pastella fatta di farina, latte e uova; messo in una padella e fritto fino a che non aveva assunto un colore dorato e un aspetto croccante. [...] C'erano circa 50 persone presenti, e la maggioranza si servì anche una seconda volta." 

 B. Klausnitzer, invece, ci ricorda che:
Nei migliori ristoranti francesi, fino alla fine del XX secolo, si poteva ancora mangiare la "soupe de hanneton", cioè la zuppa di maggiolini. La materia prima erano di solito gli addomi dei maggiolini adulti, ma secondo altre opinioni si usavano i toraci. Si diceva che la zuppa di maggiolini rinforzasse i nervi. In un vecchio libro di ricette, questa zuppa veniva raccomandata per gli anemici: 'Prendete una libbra di maggiolini, togliete le ali e le zampe, friggeteli in due once di burro fino a che non diventano croccanti, aggiungete il brodo di gallina e bollite il tutto. Aggiungete una piccola quantità di fegato di vitello a fettine e servite con erba cipollina e crostini.'

Perché oggi non si mangiano più?

Alla luce di tutte queste scoperte, viene da chiedersi perché in Europa abbiamo smesso di mangiare i maggiolini. Li mangiavamo per piacere o era una mera questione di sopravvivenza? Li mangiavamo perché erano abbondanti?
Erano davvero buoni come li descrive Vincent Holt?

Quello che possiamo fare oggi è approfittare dei passi avanti che ha fatto l'industria degli alimenti con insetti commestibili, e comprarli online per provarli facendoceli consegnare direttamente a casa.

Testi citati:

Holt, V. 1885. Why Not Eat Insects? London: E.W. Classey, Ltd., 99 pp.
Simmonds, P. 1885. The Animal Resources of Different Nations. London: E. & F.N. Spon, pp. 208-209, 347-375.
Klausnitzer, B. 1981. Beetles. New York: Exeter Books.
Westermann, W. 1821. Uber die Lebensweise der Insecten in Ostindien und am Cap. Germar's Magaz. Entomol. 4: 411-427.
Giovanni Battista Villa. 1884. Catalogo dei coleopteri della lombardia.
Per approfondimenti e per consultare le fonti originali: The Human Use of Insects as a Food Resource: A Bibliographic Account in Progress

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